Mi sveglio presto, sento il peso della campagna su di me: la schiena mi fa male, il naso è chiuso. La fatica si insinua nel corpo come un’eco del pensiero costante che accompagna ogni passo. Sappiamo di aver preparato queste elezioni con rigore, seguendo il nostro calendario alla lettera, eppure la tensione non svanisce. Mi concedo una pausa per fare un po’ di stretching; un investimento di tempo che, in retrospettiva, si rivela prezioso.

Mi ritrovo con dei volontari e ci dirigiamo verso l’evento di Legambiente Emilia-Romagna. Lì, tra i presenti, c’è una frenesia operosa, una tensione quasi palpabile verso un futuro più sostenibile. Ci hanno invitati alla manifestazione per sottoscrivere e firmare un manifesto per una regione al 100% sostenibile, chiedendo un cambio di passo su consumo di suolo, rinnovamento delle infrastrutture e tecnologie agricole,oltre a una nuova visione urbanistica e valorizzazione delle aree interne. Senza dire di più, ci ha incoraggiato moltissimo l’atteggiamento dei volontari di Legambiente nei nostri confronti. 

Verso mezzo giorno ci spostiamo a Monte San Pietro dove, appena scesi dalla macchina, troviamo una Giorgia Mazzanti carica a molla. Giorgia è un’attivista e consigliera comunale per Volt qui a Monte San Pietro, ed è molto amata dai cittadini. Decidiamo di fare un volantinaggio più difficile del solito, quello porta-a-porta, ma, sorprendentemente, non ci siamo presi nessun “vaffa”. Ci sorprende l’ospitalità: qualcuno ci fa entrare e ci offre un caffè, qualcuno sorride e chiede del nostro programma. Giorgia è radicata qui come un albero che nutre e sostiene, e questo fa sentire la gente partecipe. Sentiamo l’osmosi delle idee: quello scambio continuo e sincero tra chi governa e chi vive il territorio.

Di sera a Monte San Pietro, e sono un pò in ritardo per un evento a cui tengo moltissimo, l’incontro con un club del libro, in cui tutti leggono un breve tratto di libri diversi. Preferiscono leggere sempre testi diversi gli uni dagli altri, non discutendo le letture comuni. Essendo abituato al dibattito politico, anche io preferisco così e mi sono quindi trovato benissimo. Scelgo “Le Città Invisibili” di Calvino, che ci invita a immaginare mondi possibili senza perdere il contatto con il reale. Leggo il capitolo su Fedora (la città ideale, che ognuno di noi vorrebbe) e sento la sala respirare con me: è come se fossimo sospesi, insieme, tra il sogno e la concretezza di ciò che vogliamo costruire. Non ho resistito a fare un ragionamento anche politico, esprimendo quello che secondo me dovrebbe essere la politica: il saper fare le cose per poi immaginarne di nuove, rendendo possibile l’impossibile. Una ricetta di progresso.


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